martedì 28 febbraio 2017

Motivazione e studio

In psicologia si parla di motivazione per indicare le ragioni per le quali si compie un'azione. Il passaggio dalla motivazione all'azione tuttavia può essere particolarmente complicato. Per questo Kuhl ha distinto tra orientamento motivazionale centrato sull'azione (tipico di chi agisce con decisione) e un orientamento motivazionale centrato sulla situazione (tipico di chi resta intrappolato nell'indecisione). I bisogni che spingono all'azione sono diversi, ma alcuni studiosi come Maslow ne hanno fornito una classificazione mettendo in rilievo il peso dei bisogni non materiali.

Il nostro comportamento è influenzato anche dal modo in cui spieghiamo ciò che accade. Si parla di attribuzione interna o locus of control interno quando il soggetto attribuisce a se stesso la responsabilità o il merito di quanto avviene. Si parla invece di attribuzione esterna o locus of control esterno quando il soggetto attribuisce a fattori esterni (fortuna, aiuto degli altri, circostanze) le ragioni del successo o insuccesso. Lo studioso Bernard Weiner sostiene che, in base al diverso tipo di attribuzione, la reazione delle persone agli eventi cambia sensibilmente.

In ambito scolastico lo stile attributivo influisce sul rendimento scolastico: chi ha fiducia nei propri mezzi èdestinato ad avere un rendimento scolastico migliore. Non è da trascurare il giudizio dei docenti, infatti il loro giudizio, le loro aspettative e convinzioni modificano le prestazioni degli allievi (o viceversa gli studenti si conformano a tale giudizio).

Le motivazioni sono distinte in intrinseche, quando sono radicate negli interessi del soggetto, ed estrinseche, quando coincidono con premi, regali, apprezzamento da parte di amici e genitori. In ambito scolastico sono soprattutto le motivazioni intrinseche a garantire un successo prolungato. Oltre alle motivazioni un ruolo determinante è svolto dallo stato d'animo: la fiducia o la paura possono indurre il successo o l'insuccesso.

giovedì 9 febbraio 2017

Insegnanti e allievi

All'interno della classe, docente e allievi rivestono status e ruoli differenti. Con "status" si intende la posizione occupata; con "ruolo" il comporamento che deriva da tale posizione. Lo status comporta una collocazione gerarchica: in base a questa, il docente detiene un potere e una responsabilità. La pedagogia contemporanea però assegna piuttosto al docente una funzione di direzione e guida. Gli allievi, a loro volta, oscillano tra il rispetto delle regole (a cui si collega il successo scolastico) e l'influenza dei coetanei (da cui dipende l'accettazione del gruppo dei pari). Anche il docente può trovarsi in una situazione di conflitto, dovendo scegliere tra tre modelli di comportamento: guida dominante (autoritaria), guida antiautoritaria (lassista), guida autorevole (democratica).
La vita di un adolescente e di un bambino si svolge tra famiglia e scuola, e proprio l'ingresso a scuola rappresenta un primo grande cambiamento con rischi di disagio nella vita familiare, se la famiglia non sa aprirsi adeguatamente all'esterno, concedendo più spazio ai figli e accettando le influenze esterne. Il sovrasistema scolastico, a sua volta, deve articolarsi "gestendo" la vita di soggetti diversi -allievi, docenti, personale non docente-, ciascuno dei quali portatore di una propria realtà.
Il docente dovrà essere in grado di gestire la propria emotività, evitando il sovraccarico emotivo che può prendere un aspetto patologico (il burn out, una sensazione di ineguatezza). Inoltre, deve evitare le situazioni di "doppio legame", nelle quali fornisce agli allievi indicazioni o disposizioni contraddittorie.
 

giovedì 2 febbraio 2017

Metacognizione

La metacognizione è la consapevolezza e insieme la capacità di riflettere sui propri stati interni: affettivi, cognitivi ed emotivi. Tale capacità è strettamente legata alla teoria della mente che invece è l’abilità di comprendere la mente altrui, evitando così di confondere il proprio mondo interno con quello delle altre persone. Queste due funzioni rappresentano un sistema di monitoraggio che regola il comportamento sociale e affettivo. Grazie al loro corretto sviluppo il bambino giunge a comprendere la relazione tra eventi e stati affettivi, arrivando a definire il significato dell’esperienza emotiva. Ne consegue che sarà anche capace di associare il nome corretto alle emozione e a comprenderne la natura contestuale e transitoria.

Didattica metacognitiva     

La metacognizione non è legata esclusivamente alla sfera affettiva, ma anche a quella cognitiva. Molte ricerche mettono in relazione queste competenze con l’apprendimento. Si è così giunti alla nascita della didattica metacognitiva guidata dalle conoscenze sul funzionamento cognitivo e delle variabili psicologiche sottostanti l’apprendimento (come l’autoefficacia e la motivazione). L’obiettivo finale è raggiungere e sostenere l’autoconsapevolezza e l’autoregolazione. I percorsi didattici portano a comprendere come ottenere le informazioni dall’ambiente circostante e come vengono utilizzate: gli studenti dovrebbero diventare sempre più autonomi nella gestione del pensiero senza applicare schemi di pensiero rigidi e stereotipati.

 

Fonte: crescita-personale